Don Mansueto, noi ti ricorderemo così...

Assistente nazionale dell'Azione Cattolica, originario della Diocesi di Lucca era stato prima vescovo di Volterra e poi di Pistoia.
Sabato 6 agosto, Solennità della Trasfigurazione, la Chiesa di Lucca saluterà e accompagnerà il vescovo Mansueto all’incontro con il Signore, con una celebrazione eucaristica, presieduta dall’arcivescovo mons. Castellani, alle ore 10 in Cattedrale.
Dopo la messa la salma sarà portata a Santa Maria a Colle, paese natale di mons. Bianchi, ove, dopo una celebrazione eucaristica alle ore 16, sarà tumulata.


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Ricordando Fratel Arturo Paoli

Ad un anno dalla morte di fratel Arturo Paoli, avvenuta il 13 luglio dello scorso anno, una serie di iniziative e momenti dedicati saranno il modo semplice ma efficace per ricordarlo e renderne ancora più attuale ed interessante la sua complessa personalità. Con la preghiera, con la riflessione, con l’indagine del suo ministero del creare e diffondere pensiero e con il rivedere e riascoltare alcune delle sue ultime omelie tenute a san Martino in Vignale, le Comunità da cui è partito fratel Arturo (la città di Lucca) e dove ha concluso i suoi giorni (san Martino in Vignale con la Casa Beato Charles de Foucauld) desiderano ricordarlo e apprezzarne a pieno la sua testimonianza e la sua vita.

Questo è il calendario delle iniziative:

mercoledì 13 luglio ore 21 chiesa di san Martino in Vignale
celebrazione eucaristica presieduta da mons.Italo Castellani, arcivescovo di Lucca, nell’anniversario del “ritorno alla casa del Padre” di fratel Arturo Paoli

venerdì 15 luglio ore 21 chiesa di san Paolino, Lucca
 “Camminando s’apre cammino” : il testamento intellettuale di Arturo Paoli. Una lettura approfondita del ministero culturale e di pensiero di fratel Arturo Paoli Incontro con il filosofo Roberto Mancini ed il giornalista RAI Raffaele Luise

domenica 17 luglio ore 21 chiesa di san Martino in Vignale
La Parrocchia di san Martino in Vignale e la Città di Lucca ricordano fratel Arturo Paoli
Veglia di preghiera in memoria del "transito" di fratel Arturo presiede la veglia mons. Giuseppe Anfossi, vescovo emerito di Aosta

domenica 31 luglio ore 21 giardino della Casa di san Martino in Vignale
Rivedendo e riascoltando Arturo” Serata di ricordi ed emozioni nella memoria di fratel Arturo, con proiezioni dei video delle omelie di Arturo e testimonianze

Comunità Parrocchiale di San Martino in Vignale
Casa Beato Charles de Fuocauld
Comunità Parrocchiale del Centro Storico di Lucca


ARCHIVIO: '4 parole con fratel Arturo Paoli. Ascolta scarica l'audio


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Azzurri, cuori da gladiatori.

Germania-Italia. Questa volta non ce l'abbiamo fatta. Questa volta hanno vinto loro, doveva succedere prima o poi (sarebbe stato meglio poi rispetto a stasera -  NdR: 2 luglio).

Ma va bene, siamo arrivati come i più "scarsi" a questo europeo e contro ogni pronostico abbiamo assaggiato il sapore di una semifinale che ci è sfuggita di un soffio. Ci è scappata di 11m.

Abbiamo vissuto l'europeo del riscatto: abbiamo battuto il "fortissimo" Belgio, abbiamo sconfitto la Svezia, sbattendo in faccia a tutti loro il biscotto di Euro 2004 e quello nell'europeo dell'under 21 dell'altro anno ed abbiamo dominato contro le Furie Rosse. Anche contro la Germania gli Azzurri hanno contenuto bene i campioni del mondo, chiudendo le giuste linee di passaggio e marcando le zone giuste del campo.

Certo, il possesso palla è stato più loro che nostro, ma a numero di tiri ed occasioni create non siamo stati inferiori. Purtroppo a questa partita siamo arrivati stremati dopo la sfida con la Spagna dove i giocatori italiani avevano corso tantissimo, poi ci sono stati gli infortuni sia prima dell’europeo (Marchisio e Verratti), sia durante (De Rossi e Candreva), poi si è messo di mezzo anche un arbitraggio a dir poco scandaloso e la partita è servita. E’ vero, la storia non si fa con i “se” e con i “ma”, però la nostra squadra non era al completo e il goal della Germania è arrivato da un’azione partita in fuorigioco, quindi chi lo sa cosa sarebbe potuto accadere se…

 

Poi lo sappiamo, i rigori sono una questione di fortuna.
Sì, la Germania ci ha battuto, ma non ai tempi regolamentari, bensì dopo un totale di 18 rigori, nei quali alcuni italiani si sono fatti prendere dalla troppa pressione.

Alla fine, tutti in lacrime, noi che guardavamo la partita e gli Azzurri che, anche oggi, prima di partire per tornare in Italia, si sono commossi di fronte al loro tifo.
La vera sconfitta dell'Italia di ieri sera (NdR: 2 luglio) è l'addio di Conte perché tutto questo è stato merito suo, è stato il nostro uomo fondamentale per dirigere questi ragazzi alla vittoria.

Adesso auguriamo il meglio a Ventura, sperando che porti avanti nel migliore dei modi questa squadra definita da Conte una “macchina da guerra”.
A Settembre inizieremo a pensare alle qualificazioni di Russia 2018.

Grazie ancora a questi grandi Azzurri che non dovevano riuscire a farci vivere notti magiche e invece ci hanno fatto sognare. Siete stati cattivi, sporchi, abbiamo sofferto con voi e per voi, avete macinato chilometri e chilometri, ma soprattutto ci avete messo il cuore. Avete dato tutto, anche ieri sera (NdR: 2 luglio) e noi ne siamo fieri. Ci sarebbero tante altre cose da dire, ma basta così. Solo applausi per questi Azzurri. Orgogliosi di voi. Onore a questi ragazzi.

 P.s. Antonio, ce l'hai promesso, questo non è un addio, ma un arrivederci e noi ti aspetteremo.

Nicolò Della Maggiora.

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Settimana 03 - 09 lug 2016 XIV Domenica TO anno c



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Germania-Italia: appuntamento con la storia.


Questa non è una partita.
Da sempre questa è La Partita con la “p” maiuscola.
Boninsegna, Burgnich, Riva, Rivera, Rossi, Tardelli, Ribera, Grosso, Del Piero, Balotelli e ancora Balotelli.

Sono questi gli eroi Azzurri che ci hanno fatto urlare di gioia.
Sono loro che hanno segnato e hanno permesso di vincere all’Italia quando si è trovata contro la Germania.

Mai una partita normale tra le due formazioni, sempre qualcosa di straordinario. Basti pensare alla famosa semifinale del mondiale in Messico del 1970, nella quale le due formazioni giocarono quella che è stata definita “la partita del secolo”. In quell’occasione, l’Italia riuscì a battere ai supplementari la Germania per 4-3, dopo un 1-1 dei tempi regolamentari.
Indimenticabile fu anche la finale del mondiale di Spagna ’82, nella quale l’Italia vinse per 3-1, dominando per tutta la partita.
Più gustosa fu la vittoria nella semifinale del mondiale del 2006 in Germania, dove l’Italia vinse contro i favoriti padroni di casa ai supplementari, all’ultimo respiro per 2-0.
Più recente, invece, è la vittoria nella semifinale degli europei del 2012, nella quale l’Italia vinse per 2-1 con una strepitosa partita ed un super Mario Balotelli.

Quando conta, vinciamo noi, parla la storia e la storia deve continuare.
L’Italia è sempre stata più forte del destino, delle previsioni e dei pronostici. Anche questa volta, la Germania arriva favorita e in più con zero goal subiti in tutto l’europeo.
Le partite dei tedeschi nel girone non sono sempre stati esaltanti, una vittoria sull’Ucraina (2-0) e sull’Irlanda del Nord (1-0) ed un pareggio con la Polonia (0-0).
I tedeschi creano tanto, ma concretizzano poco.
Nell’ultima partita, però, si sono esaltati ed hanno vinto per 3-0 contro la Slovacchia. In Germania ne sono sicuri: questa volta, vinceranno loro.
Tutti i giornali tedeschi ci prendono in giro, le testate parlano chiaro: l’Italia è una squadra di “vecchietti”, troppo esaltata e stanca, dopo la sfida con la Spagna.
Il principale giornale sportivo tedesco ha addirittura stilato 7 motivi per cui la Germania vincerà contro l’Italia e successivamente l’europeo. Hummels, difensore tedesco, è sicuro della vittoria ed ha dichiarato “Italia, questa volta vi faremo piangere”. Joachim Löw, allenatore della formazione tedesca, ha dichiarato: “Noi siamo forti, non temiamo nessuno. L’Italia non mi fa paura. La sconfitta contro l'Italia di quattro anni fa è servita molto a questo gruppo. Abbiamo capito i nostri errori e il dolore di quel k.o. mi ha aiutato nella mia crescita: è stata un'ottima lezione, ci ha aiutato a vincere il mondiale del 2014.”

Anche Gomez, attaccante ex Fiorentina, è sicuro della vittoria perché noi italiani siamo troppo sicuri che, anche questa volta, la Germania perda.
Intanto l’Italia, contro tutte le previsioni, si trova i quarti, disputando l’europeo del riscatto. Il riscatto contro il Belgio per quella partita di Marzo persa per 3-1. Il riscatto contro la Svezia per il “biscotto” di Euro 2004 e quello nell’europeo dell’under 21 del 2015. Il riscatto contro la Spagna, con una vittoria che, in gare ufficiali, non arrivava dal mondiale del 1994.

Dopo la stupenda prestazione contro la Spagna, gli Azzurri sono pronti per la partita contro la Germania. Ancora una volta, l’Italia ha battuto i pronostici e distrutto sul piano tecnico-tattico la Spagna anche grazie ad uno strepitoso Buffon.
Purtroppo il centrocampista De Rossi ha rimediato un infortunio nella partita contro le Furie Rosse e potrebbe saltare la sfida contro i tedeschi. Candreva non è ancora al 100% , quindi anche lui con molta probabilità non ci sarà contro la Germania.
Conte sta pensando di puntare su Sturaro che ha già segnato a Neuer, il portiere tedesco, nella sfida di Champions League tra Juventus e Bayern Monaco, quindi speriamo tutti che si ripeta.

I giornalisti italiani sono scettici sulla vittoria degli Azzurri, ma Florenzi ha caricato l’ambiente con un’intervista, dichiarando “Chi inizia già a dire “manca questo giocatore, manca quello”, “la Germania ha un giorno in più di riposo” o frasi simili è un perdente.
Noi non cerchiamo scuse. Noi non siamo perdenti. Noi andremo in campo e ce la giocheremo.”

L’ultima sfida tra le due formazioni risale al 29 Marzo, quando la Germania riuscì a battere l’Italia per 4-1. Una sconfitta inevitabile per la poca lucidità, brillantezza e freschezza messa in campo dagli Azzurri.

Sabato 2 Luglio lo stadio di Bordeaux sarà pronto per ospitare l’avvincente e strepitosa sfida tra Germania ed Italia. La partita tra i due migliori portieri del torneo. La sfida tra due grandi allenatori.

Comunque vada, dovrà ritenersi un grande europeo per gli Azzurri ed il C.T. Conte, i quali hanno riscattato l’Italia e portato avanti, contro tutti i pronostici, i nostri sogni. Comunque vada, sarà un successo.

La grande sfida è alle porte, Conte e gli Azzurri ci credono. Noi li dovremmo sostenere. Noi li dovremmo accompagnare alla vittoria. I tedeschi non ci regaleranno niente. Gli Azzurri dovranno scendere in campo, tirare fuori gli artigli, i denti e le unghie, lottare, magari cadere, ma rialzarsi subito, più forti di prima. Dovremmo prenderci quella vittoria. Non cediamo adesso. Adesso conta il cuore e chi sa giocare in modo intelligente, diamo un senso a tutto questo. Là fuori nessuno ci crede. Dimostriamo di essere davvero forti. Noi lo siamo e lo sappiamo. Loro potrebbero sempre vincere contro di noi. Ma non possono vincere questa partita. Loro non possono vincere stasera. Dobbiamo affrontarli e riuscire a batterli. In questa partita dovremmo essere la più grande squadra del mondo.
Cari Azzurri, era destino che sareste diventati calciatori, che vi trovaste qui, adesso è il vostro momento, lottate più che mai per la maglia che indossate.

Se volete potete anche unirvi a noi per tifare la nazionale! Don Lucio ci ospita nei locali in Pza S.Pierino per vivere nel migliore dei modi questa partita ("apertura cancelli" ore 20:50).

Infine, ci ritroveremo qui sul blog alla vigilia della prossima partita degli Azzurri.

Azzurri, portateci a Parigi!

 Nicolò Della Maggiora.

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Italia-Spagna: ottavo di fuoco!


Chi lo avrebbe mai detto, le due squadre finaliste dell’ultimo europeo si sfidano già agli ottavi.
La Spagna, dopo essere arrivata seconda nel girone, vista la sconfitta con la Croazia, si presenta agli ottavi con qualche problema.

Questa non è la Spagna che dominò ad Euro 2008 o quella del Mondiale 2010. Questa squadra non è quella “macchina” di perfezione, capace di creare un calcio pieno di possesso palla, fantasia, altissima qualità in tutti i reparti e un muro difensivo quasi invalicabile.

Purtroppo per noi, questa Spagna non è neanche quella squadra disastrosa, fuori forma e senza idee del Mondiale 2014.
La squadra che si presenta è una Spagna con grande qualità e concretezza, ma con eccessi di confidenza con il pallone, con giocatori presuntuosi, a volte disattenti, e più propensi nella fase offensiva rispetto a quella difensiva.

La Spagna teme l’Italia.
I titoli dei giornali spagnoli esaltano la grande imprevedibilità degli Azzurri, temendo la forza dei giocatori italiani. Le Furie Rosse, dopo la sconfitta con la Croazia per 2-1, ha intenzione di riscattarsi, anche perché ora non ci sono più mezze misure: o dentro o fuori.

La Spagna è molto diversa dall’Italia a partire dai due allenatori e il metodo con cui si svolgono gli allenamenti. Del Bosque è un uomo molto tranquillo, pacato, i suoi allenamenti sono aperti ai tifosi e cerca di far sentire la squadra unita attraverso la presenza del tifo.
I suoi sono allenamenti vissuti con gioia, risate e qualche scherzo. Tutto il contrario dei metodi usati da Conte nei suoi allenamenti. Testa bassa, lavoro, lavoro, aula video per studiare gli avversari ed ancora lavoro.



Conte, dopo un aver fatto un grande turnover che ha portato alla sconfitta indolore contro l’Irlanda, ha intenzione ritornare al 3-5-2 con tutti i titolari, tranne forse Candreva che risente ancora del fastidio muscolare. Così scalpita El Shaarawy, il quale non ha ancora avuto la possibilità di dimostrare le sue qualità palla al piede con cui ha fatto innamorare i romanisti.
Gli Azzurri hanno molta voglia di riscattarsi e di arrivare il più lontano possibile, senza essere secondi a nessuno.

La Spagna è, almeno sulla carta, più forte dell’Italia, ma, per fortuna, il campo non segue sempre le aspettative e possono arrivare risultati inaspettati.
L’ultima sfida tra le due formazioni è stata il 24 Marzo, nella quale l’Italia dominò, soprattutto nel secondo tempo, ma non riuscì ad andare oltre il pareggio per 1-1. In quell’amichevole segnò Lorenzo Insigne, colui che sarebbe dovuto essere un grande protagonista dell’europeo.
Il talento del Napoli è stato uno dei pochi giocatori nei massimi campionati europei a raggiungere la doppia cifra sia con i goal, sia con gli assist.
Ma Lorenzo il Magnifico è entrato solo contro l’Irlanda, nel finale, con grande personalità, colpendo anche un palo e facendosi trovare pronto in ogni zona del campo.
Grazie a questi minuti giocati, potrebbe aver scalato le classifiche nelle gerarchie degli attaccanti.

La Spagna è forte, ma non perfetta.
La Croazia ha battuto le Furie Rosse attraverso i contropiedi e la solidità difensive, armi che caratterizzano anche il nostro gioco e che dovremmo saper sfruttare bene.
Per fortuna, siamo, secondo le statistiche, una la squadra che corre di più, nonostante l’età anche avanzata di alcuni nostri giocatori, quindi il turno di riposo per molti titolari speriamo che abbia giovato riposo e guadagno di energie per battere la Spagna.

Adesso non si scherza più o dentro o fuori. Allora Azzurri, coraggio, dimostrate le qualità e la voglia messe in campo contro il Belgio, ma anche la forza di crederci fino all’ultimo e di non mollare mai come contro la Svezia. O tutto o niente e noi non ci accontentiamo mai.

Noi ci crediamo, continuate a farci sognare!

Se volete potete anche unirvi a noi per tifare la nazionale!
Don Lucio ci ospita nei locali in Pza S.Pierino per vivere nel migliore dei modi questa partita ("apertura cancelli" ore 17:50).

Infine, ci ritroveremo qui sul blog alla vigilia della prossima partita degli Azzurri.

Azzurri, portateci a Parigi!

Nicolò Della Maggiora.

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San Michele In Foro: lato Nord

Il fianco sinistro della chiesa mostra tutte le sue fasi costruttive e ci permette di osservare a pieno i volumi architettonici che compongono l'edificio: il primo livello presenta le solite arcate cieche su colonne, con capitelli con foglie di acanto arricchite da figure scolpite, che si originano da un plinto, in quello stile romanico lucchese-pisano che contraddistingue su ogni lato la parte bassa della chiesa. Ogni due arcate cieche si apre una finestra, una monofora ogivale con una scultura ad ornare la cuspide: si tratta di due aquile e un leone. Su questo lato non si trova la loggetta trecentesca e si vede bene il retro della facciata che si innalza dalla chiesa come una quinta scenica; questo effetto che rende San Michele una chiesa unica nel suo genere non è voluto ma è il frutto dell'interruzione dei lavori che dovevano rialzare tutta la chiesa, ma che furono interrotti nel 1383.

La scala che porta al culmine della chiesa serviva per la manutenzione delle statue e della parte alta della facciata, che nelle altre chiese e accessibile da appositi passaggi nel sottotetto.
Guardando verso la navata centrale si può osservare bene il paramento di mattoni sopra il muro di calcare bianco che all'interno ospitava un ciclo di affreschi nascosto dalle volte, realizzate all'inizio del XVI secolo, in sostituzione della copertura a capriate precedente.

Nel 1383 fu costruita la Sacrestia per opera di Maestro Fanuccio, addossato al braccio del transetto, che è collegata al palazzo di fronte, il Palzzo Gigli, sede del Decano e dei canonici di San Michele da quando nel 1518 la chiesa fu trasformata da papa Leone X in Collegiata, quindi indipendente dal Vescovo e soggetta solo al pontefice.

Sullo spigolo che regge l'arco dal lato della chiesa è murato un bassorilievo che raffigura l'arcangelo Michele che si erge sopra il drago sconfitto: la stessa scena presentata sul culmine della chiesa e nell'architrave del portone centrale.
Sul fianco della chiesa sono visibili croci e lastre tombali con epigrafi di XIII e XIV secolo, che testimoniano la sepoltura nel cimitero di San Michele di importanti famiglie dell'epoca.
Può sembrare strano ma intorno alla chiesa, nel cuore della città si trovava un importante e antico cimitero, dove fu seppellito nel XI secolo anche San Davino Armino, il cui corpo dopo numerosi miracoli fu traslato all'interno della chiesa. In epoca romana i vivi e i morti stavano nettamente separati e questi ultimi avevano le loro “città”, le necropoli, vicino alle porte ma al di fuori delle mura e dello spazio dei vivi.

Nell'Alto Medioevo questa distinzione cade e grazie al cristianesimo: i morti non sono più “altre entità” ma solo i nostri fratelli nella fede che riposano in attesa della resurrezione. Il termine stesso cimitero viene dal greco e significa “luogo del riposo”.
Il Cristianesimo ha spazzato via la paura della morte e le sepolture potevano così non solo entrare nelle città, in mezzo ai vivi, ma addirittura nella stessa piazza che nel pieno Medioevo ospitava anche un mercato.

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Italia-Irlanda. Calcio e Maturità.


Saranno questi i temi più discussi in Italia il 22 Giugno.

La mattina i maturandi veranno chiamati ad affrontare la prima prova dell’esame di maturità.
La sera i giovani calciatori della nazionale o chi ha giocato poco verrà chiamato da Conte a giocare titolare contro l’Irlanda.

L’Italia si è qualificata agli ottavi dopo la non esaltante vittoria per 1-0 contro la Svezia e allora il C.T. azzurro si concederà un meritato turnover. “Ibra” e compagni non hanno creato molte occasioni per impensierire la difesa e Buffon, così gli Azzurri sono riusciti a portare a casa un’altra importante vittoria grazie ad un gran goal di Eder, allo scadere del secondo tempo.
Gli Irlandesi hanno pareggiato la prima partita contro la Svezia per 1-1 e perso contro il Belgio per 3-0, ma la qualificazione agli ottavi, come migliore terza, non è impossibile, quindi sarà una partita dove daranno tutto.

Attento Conte: gli Irlandesi hanno più cuore e voglia di noi italiani.

E’ vero, siamo già qualificati, ma un’altra vittoria può solo far bene a tutti. Speriamo che gli Azzurri in campo riescano ad esprimere un bel calcio, facendoci divertire e portando a casa il miglior risultato possibile.

Se volete potete anche unirvi a noi per tifare la nazionale! Don Lucio ci ospita nei locali in Pza S.Pierino per vivere nel migliore dei modi questa partita ("apertura cancelli" ore 20:50).



Infine, ci ritroveremo qui sul blog alla vigilia della prossima partita degli Azzurri.

Azzurri, portateci a Parigi!

 Nicolò Della Maggiora.

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Italia-Svezia Buona la prima!


Eh sì, è stata una bella Italia.

Belgio-Italia è stata la prima partita rivelazione dell’Europeo, nella quale gli Azzurri hanno dimostrato grande voglia di non arrendersi, capacità di lottare su ogni pallone, tanto sacrificio e continua corsa per tutto il campo.
Perché noi, a differenza di altre, siamo una squadra e soprattutto giochiamo come una squadra.

Ci sarà da soffrire” aveva dichiarato Conte prima della partita contro il Belgio ed aveva ragione, ma gli Azzurri sono stati in grado di saper ripartire, creare belle occasioni, sprecare e farci stare in tensione fino al 92’, quando Antonio Candreva ha messo in area di rigore una palla perfetta e Graziano Pellé non ha resistito, ha calciato al volo, ha realizzato uno strepitoso goal e partita chiusa. 2 a 0, triplice fischio, partita finita e 3 punti importantissimi per passare il girone.

 “Abbiamo giocato una bella partita, ma non esaltiamoci, testa bassa e pedalare” sono state le dichiarazione di Conte nel dopo partita. Forse anche lui si ricorda bene la prima prestazione buona dell’Italia al mondiale del 2014 contro l’Inghilterra e la brutta figura nelle due partite seguenti contro Costa Rica e Uruguay.

Attenzione, però, facciamo bene i nostri conti perché, nel caso passassimo per primi il girone, il nostro cammino verso la finale diventerebbe molto complicato perché potremmo incontrare squadre molto forti con qualità ed esperienza a livelli ineguagliabili. Intanto, però, abbiamo battuto i secondi in classifica nella classifica del ranking Fifa, i belgi, che sono stati forti, ma l’individualità del singolo è stata battuta dall’unità della squadra.



Ora testa alla Svezia. La Svezia, nella prima partita, è riuscita a pareggiare 1 a 1 contro l’Irlanda grazie ad un autogoal del difensore irlandese Clark al 71’. La Svezia non ha mai tirato in porta ed è una notizia di buon auspicio per Conte che rimane, giustamente, lo stesso preoccupato della forza della squadra e, in particolare, della qualità di un giocatore: Zlatan Ibrahimović.
Lo svedese è conosciuto bene in Europa e non solo per i suoi atteggiamenti e per le “perle di antipatia” che regala nelle interviste, ma anche per le sue prodezze in campo. “Ibra” è sicuramente il più forte della squadra svedese, è un giocatore con forza fisica e qualità, ma gli Azzurri lo conoscono bene perché è stato per vari anni in Italia, vestendo le maglie di Juventus, Inter e Milan.

Forse Conte non si farà condizionare da chi l’Italia potrà incontrare se passasse il turno per prima e pretenderà un’altra bella prestazione con vittoria da parte di tutti gli Azzurri. Se volete potete anche unirvi a noi per tifare la nazionale!

Don Lucio ci ospita nei locali in Pza S.Pierino per vivere nel migliore dei modi questa partita ("apertura cancelli" ore 14:50). Infine, ci ritroveremo qui sul blog alla vigilia della prossima partita degli Azzurri.

“Azzurri, portateci a Parigi!”

Nicolò Della Maggiora

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Alle 21:00 inizierà l’Europeo per la Nazionale Italiana di calcio.

Tutti pronti a seguire gli azzurri davanti la televisione o ascoltando la radiocronaca, tutti vogliosi di sentirci un po’ più patriottici grazie a dei risultati positivi in ambito calcistico.
Lo stadio di Lione è pronto ad ospitare quella che viene già chiamata una finale anticipata, nonostante sia la prima partita per le due nazionali. Il Belgio, seconda squadra più forte del mondo secondo il ranking Fifa, superata solo dall’Argentina, ha intenzione di iniziare nel migliore dei modi e non deludere le aspettative.

La squadra belga è una delle favorite per la vittoria finale del torneo, il centrocampo e l’attacco sono reparti composti da giocatori molto forti, dotati di grandi qualità, fantasia ed esperienza in ambito europeo. Naturalmente non sono perfetti ed invincibili, la loro difesa non è tra le migliori e la mancanza di un pilastro difensivo come Kompany (giocatore del Manchester City che non ha preso parte all’Europeo a causa di un infortunio muscolare) si farà sentire nel corso del torneo.

L’altro punto debole è l’inesperienza della squadra belga, basti pensare che l’ultimo Europeo a cui si è riuscita a qualificare è stato Euro 2000. Le ultime partite hanno dimostrato e messo in luce i punti deboli della squadra belga, visto il pareggio 1-1 contro la Finlandia e la vittoria sofferta per 3-2 contro la non esaltante Norvegia.



Conte ha chiuso a tutti gli allenamenti, blindando prima Coverciano e dopo il centro sportivo del Montpellier , quindi si suppone un 3-5-2 anti-Belgio per la prima partita, ma sono anche possibili altri moduli con sorprese inaspettate.
Gli Azzurri partono sfavoriti, ma con grande voglia di dimostrare quello che valgono.
La prima partita è importante, ma non fondamentale. Certamente una vittoria porterebbe grande voglia ed esalterebbe i giocatori italiani.

L’ultima partita tra le due squadre risale al 13 Novembre 2015 vinta 3-1 dai belgi, ma con un’Italia molto bella e anche, a tratti, padrona del campo. In questa partita saranno fondamentali per la vittoria degli Azzurri la velocità, la corsa e la forza di andare in anticipo sui portatori di palla, cercando di non far ragionare gli avversari.

L’Italia dovrà cercare di portare a casa il miglior risultato, coraggio Azzurri, noi vi sosterremo!
Se volete potete anche unirvi a noi per tifare la nazionale!
Don Lucio ci ospita nei locali in Pza S.Pierino per vivere nel migliore dei modi questa partita ("apertura cancelli" ore 20:50).

 Infine, ci ritroveremo qui sul blog alla vigilia della prossima partita degli Azzurri.

Azzurri, portateci a Parigi!

Nicolò Della Maggiora

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San Michele In Foro: retro.


La parte posteriore della chiesa è costituita dal muro di fondo dei bracci del transetto e dall'abside, l'elemento che orienta la chiesa verso Est, punto cardinale dove sorge il sole, simbolo di Cristo, come se fosse una nave diretta verso un porto che in mare rappresenta la salvezza.
L'abside conclude la parte più importante della chiesa, il presbiterio, dove si trovano la mensa e l'ambone, l'Eucarestia e la Parola.

Mentre all'interno questa area è evidenziata rialzandola con i gradini e ponendola al di là l'arco trionfale che conclude la navata, all'esterno spicca per la sporgenza dell'abside.
La parte bassa della parte posteriore della chiesa è caratterizzata dalla solita serie di arcate cieche rette da colonne su un plinto che corre lungo l'intera chiesa e che, come abbiamo visto, segue lo stile romanico pisano.
Le arcate dell'abside sono decorate con rombi gradonati, come in facciata, che si alternano a delle monofore, per un totale di tre: tre fasci di luce illuminavano quindi il presbiterio con la luce della Santa Trinità.

Una cornice marcapiano la divide dal secondo livello che presenta un muratura liscia per il transetto e una loggetta su colonnine per l'abside con delle statue di leoni che sporgono dall'inserzione degli archi.
La decorazione scultorea è molto sobria e di un classicismo che si può vedere solo nel romanico pisano e lucchese: oculi e palmette a decorare gli archi e le lesene angolari, cornici di foglie di acanto sulle finestre e capitelli corinzi e compositi ad abbellire le colonne.
Questa decorazione che vuole richiamare la classicità non di un tempio pagano ma della Roma dei primi papi, si concentra nei due elementi architettonici più significativi di questo lato della chiesa, l'abside e la porta di accesso alla chiesa, che come per il portale di ingresso in facciata rappresenta Cristo, in una metafora usata da Gesù stesso nel Vangelo di Giovanni in cui dice di essere, appunto, “la porta”.
La decorazione richiama quella del portale principale con tutti elementi classici, come gli stipiti con foglie di acanto e faccine, la cornice sporgente sopra l'architrave con oculi e palmette e la ghiera di foglie di acanto che circonda l'arco decorato con tarsie policrome.

Al centro di tutto c'è l'unico elemento non classico:architrave figurato che riprende la stessa battaglia apocalittica tra il bene e il male rappresentati da animali fantastici che si affrontano in un girale vegetale con fioroni.

Ad unire l'abside e il portale è un'arcata cieca che viene decorata come quelle dell'abside con motivi classici e un rombo gradonato ma con al centro una mattonella con sopra scolpito un grifone che lotta contro una fiera.
Questo animale mitologico metà leone e metà aquila è un simbolo cristologico perché rimanda alle sue due nature: quella umana rappresentata dall'animale terrestre e quella divina rappresentata dall'uccello che abita il cielo.

A contrasto con le murature lisce della chiesa spiccano tre pilastrini con girali di sottili nastrini e foglie scolpite con precisione e con un rilievo netto e accurato che non corrispondono alla coerente decorazione dell'edificio romanico ma erano presenti nella chiesa precedente di inzio XI secolo.
Allo stesso edificio pre-romanico appartengono anche le tre finestre tabernacolari incorniciate da girali di acanto spinoso e morbidi fiori che rimandano a motivi classici ma nelle sfumature del rilievo forse anche a modelli pittorici.
Queste finestre illuminavano la cripta voluta probabilmente dal vescovo Giovanni II e che ospitava le reliquie di S. Davino Armeno poste al di sotto del presbiterio e della mensa come una sorta di basamento della chiesa e testimonianza della sua santità.
Sia i pilastrini che le finestre della cripta sono stati reimpiegati nella ricostruzione romanica voluta da Anselmo da Baggio per mantene il ricordo e testimoniare l'antichità della tradizione cristiana di questa chiesa e della città di Lucca.

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Incipit Italia

Fiii…Fiii…Fiii!

Triplice fischio, l’Uruguay batte l’Italia 1 a 0, siamo, per la seconda volta di fila, fuori da un mondiale, senza superare il girone.

Era il non tanto lontano 24 Giugno 2014, il giorno in cui il campionato mondiale finì per gli Azzurri. Da quel giorno tutti i club in Italia decisero di impegnarsi a fondo per garantire giocatori alla nazionale, impegnandosi a prediligire acquisti e crescita di calciatori italiani, rispetto a quelli stranieri, vista la brutta figura del mondiale brasiliano. Tutto questo non è mai passato a fatti concreti, sono rimaste tutte parole al vento.

In parallelo a questa situazione di crisi calcistica, il 19 Agosto 2014, Antonio Conte, dopo aver lasciato la Juventus, firmò un contratto che lo legherà fino al 31 Luglio 2016 al ruolo di commissario tecnico della Nazionale Italiana.

Il C.T. stupì tutti con le sue prime convocazioni, rivalutando tanti giocatori poco considerati, cambiando vari reparti, soprattutto l’attacco. Queste innovazioni portarono a vincere la sua prima partita per 2 a 0 contro l’Olanda e alle qualificazioni agli Europei di Francia, senza neanche una sconfitta.

Anche per questi Europei, Antonio Conte ha stupito, sia in positivo, sia in negativo, con le sue convocazioni e vedremo se i risultati gli daranno o meno ragione.
Intanto Coverciano, il luogo dove vengono eseguiti gli allenamenti degli Azzurri, è blindato a tutti, soprattutto telecamere e videocamere perché il C.T. vuole che ci sia grande concentrazione da parte dei calciatori e non permette a nessuno di essere a conoscenza degli allenamenti o della probabile formazione.
 Il gruppo azzurro è formato da giocatori che hanno solo picchi di qualità e che mancano di costanza, esclusi alcuni. Purtroppo anche le assenze di Marchisio (causa infortunio), di Verratti (causa operazione per pubalgia) e di Pirlo (per mancata forma fisica, visto che ha scelto di giocare nel campionato americano)  fanno perdere alla nazionale italiana ottimi calciatori che avrebbero fatto comodo a Conte. In mancanza di qualità, il C.T. azzurro ha deciso di puntare sulla forza, sulla voglia e sull’unità del gruppo.
Secondo la critica pubblica e giornalistica la nazionale che si presenterà agli Europei è da considerare la più “scarsa” della storia, quindi il risultato sembra già pronosticato: brutta figura e fuori ai gironi.
Naturalmente è un futuro che nessun italiano si augura.
 “Partiamo a fari spenti, ma aspettatevi di tutto” sono  le parole del capitano della nazionale, Gianluigi Buffon, rilasciate qualche giorno fa che fanno nascere un barlume di speranza negli italiani.
Forse il portiere azzurro ha pienamente ragione, un gruppo unito, la convocazione di tanti giovani che partecipano per la prima volta ad una competizione di così alto livello ed un C.T. come Antonio Conte potrebbero essere un bel mix di risultati e prestazioni da ricordare .
La speranza, la voglia e la grinta sono alte.
Il torneo del riscatto è alle porte, l’Europeo francese inizierà il 10 Giugno.

La prima partita dell’Italia sarà il 13 Giugno e Don Lucio metterà a disposizione una stanza in P.za San Pierino per la visione delle partite della nazionale, quindi unisciti a noi per tifare gli Azzurri, la squadra che appartiene a tutti gli italiani.

-Presentazione dell’Italia agli Europei 2016.
“Azzurri, portateci a Parigi!”

Nicolò Della Maggiora.

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San Michele In Foro: lato Sud

Il lato Sud della chiesa, presenta le stesse caratteristiche stilistiche della facciata, contribuendo a dare l'idea di un insieme coerente: la parte inferiore è infatti animata dalle arcate cieche su colonne con capitelli corinzi poste su un podio, caratteristica del sobrio romanico pisano con il ritmo scandito anche dalle finestre monofore presenti in un arcata ogni due.

Una cornice scolpita con lo stesso girale popolato da animali presente nella facciata, ma di fattura meno raffinata divide la parte romanica dalla loggetta trecentesca che prosegue quella dalla facciata, ma senza le tarsie e le colonne decorate.

Il muro di fondo è animato da due strisce più scure che riprendono la bicromia presente negli archetti, e aperto da sette monofore.

All'angolo con la facciata si trovava la statua della Madonna con Bambino di Matteo Civitali (ora all'interno, qui sostituita da una copia), commissionata all'artista nel 1480 da Domenico Bertini che appose alla base della mensola che la sorregge il suo stemma con il motto “Ut vivam vera vita” (che io viva la vita vera).
La statua fu fatta fare per ringraziare la Madonna della fine di una pestilenza, lei che è stata e che sarà sempre per chi si affida a lei un rifugio un “porto di salvezza”, come è inciso sulla mensola (“portus salutis”) sotto la quale era presente anche un altare, poi rimosso.

Dalla parte opposta innestato sul braccio del transetto si erge il campanile, la cui costruzione fu iniziata nel XII secolo. A pianta rettangolare si innalza con i suoi sette livelli, divisi da cornici marcapiano: il primo mantiene il ritmo della chiesa con le stesse arcate cieche su podio, mentre il secondo piano è animato solo dalle aperture, un oculo e delle monofore.
Sopra di questo si susseguono 4 livelli decorati con archetti pensili e con un numero di aperture che aumenta progressivamente a mano a mano che si sale, dalle zero del terzo piano fino alle sei trifore del sesto.
Questo non è dovuto a motivazioni estetiche o simboliche ma alla sapienza dei costruttori che hanno reso più stabile la struttura con in basso i robusti piani con muri pieni a sostenere quelli con più aperture e quindi più leggeri.
L'ultimo piano, il settimo, secondo le cronache sarebbe stato fatto abbattere dal Doge di Pisa Giovanni Dell'Agnello durante la dominazione pisana su Lucca nella seconda metà del XIV secolo. Il coronamento attuale con gli oculi fu realizzato da Giusti nel 1772.
Nella cella campanaria ci sono 7 campane in bronzo, ognuna con un nome e spesso una sua storia, come la “Mezza Terza” che fu realizzata nel 1383alla fine della dominazione pisana per celebrare la riconquistata libertà.

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San Michele In Foro: facciata (parte 2)


La facciata di S. Michele, realizzata nel corso di tre secoli, riesce ad unire due stili molto diversi come il romanico e il gotico, legandoli grazie all'uso della bicromia e alla ricca simbologia dei suoi elementi in un susseguirsi verticale di più livelli divisi da cornici scolpite.

Il primo livello, ultimato nella metà del XII, secolo è caratterizzato dal romanico lucchese con influssi pisani, con sobrio classicismo.

Sopra il primo livello, ultimato nella prima metà del XIII secolo e improntato al sobrio classicismo del romanico lucchese, si trovano 4 loggette gotiche sovrapposte, formate da archetti retti da una grande varietà di colonne, a tarsie spina di pesce e a scacchiera, a spirale, incise, scolpite e, in alcuni angoli, addirittura quattro colonnine annodate insieme.
Se nella parte romanica il muro era semplicemente animato da arcate cieche appena aggettanti al muro, nella parte gotica le colonne si staccano dal fondo per dare vita a loggette tridimensionali. Mentre nella parte romanica la scultura è essenzialmente limitata all'arcata del portone centrale e, ad eccezione del architrave e di alcune testine nei capitelli, presenta motivi classici e non figurati, nelle loggette la scultura prende il sopravvento, riempiendo i capitelli, insinuandosi all'incrocio delle ghiere degli archi e addirittura in alcune colonne.

La plasticità delle figure scolpite le fanno attribuire alla bottega di Guidetto da Como, che all'inizio del XIII secolo lavorava già a Lucca in S. Martino. La bicromia che nella parte romanica era limitata alle ghiere degli archi nei primi due ordini di loggette decora anche il muro di fondo, e si diffonde a tutta la parte alta della facciata grazie alle tarsie marmoree bianche su fondo scuro che ritraggono lotte tra animali e scene di caccia con un grande precisione nei dettagli.

Il muro di fondo è aperto da tre finestre strombate nei primi 2 ordini di loggette e da un rosone centrale sul terzo ordine, un rosone che doveva illuminare il rialzamento della navata centrale, mai ultimato.

Al culmine della chiesa, ultimata nella seconda metà del XIV secolo, svetta al centro una grande statua romanica di S. Michele, con le ali, il globo crociato e la lancia in bronzo, con ai lati due angeli che suonano il corno, al di sopra di edicole gotiche. Si tratta della scena descritta nell'Apocalisse di S. Giovanni in cui Michele guida l'esercito celeste contro il Drago rosso e gli angeli ribelli.
Questa scena, che è la chiave di lettura di tutta la decorazione della facciata, è ripresa dall'architrave del XII secolo: al centro c'è S. Michele che sconfigge il drago nel bel mezzo di una battaglia tra animali reali e fantastici, che simboleggiano i vizi e le virtù. Il tralcio vegetale che corre lungo tutto l'architrave prosegue nelle cornici che dividono la facciata, anch'esse popolate da animali in lotta.
Le stesse scene ricorrono nelle tarsie bicrome delle loggette, dove agli animali si aggiungono le scene di caccia: uomini col falcone e che suonano il corno da caccia, scene familiari agli uomini medievali per cui la caccia era un'attività comune.
Qui sta il significato della facciata: la lotta tra bene e male a cui partecipa l'arcangelo Michele nell'Apocalisse è allusione ad una battaglia quotidiana che ogni cristiano è chiamato a fare ogni giorno nel proprio animo; la decorazione della facciata ci inviata ad una caccia interiore ai vizi che si annidano nel nostro cuore e ci allontano da Dio.

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San Michele In Foro: facciata (parte 1)


Sebbene qui nel vecchio foro romano sorgesse già una chiesa nel VIII secolo, l'edificio che oggi vediamo è frutto di una ricostruzione iniziata nella seconda metà del XI e terminata con il culmine della facciata solo tardo XIV.

L'inizio dei lavori fu voluto dal vescovo di Lucca Anselmo Da Baggio, che dal 1061 divenne papa con il nome di Alessandro II e fu uno degli artefici di quel processo di riforma della chiesa che prese il nome di Riforma Gregoriana e che intendeva riportare l'istituzione ecclesiastica alla dignità dei primi anni del cristianesimo.
Questo Papa decise di rinnovare la città, non solo spiritualmente ma anche con edifici che fossero il simbolo di questo rinascita e promosse l'ampliamento e riedificazione di S. Michele, S. Alessandro e S. Martino.

Questi cantieri diffusero nella città il linguaggio romanico, lo stile architettonico che si rifaceva alla romanità, con l'intenzione di evocare l'immagine della Roma dei primi papi. Il primo livello di tutto l'edificio ne è un chiaro esempio con il paramento murario, realizzato in blocchi di calcare bianco, animato da arcate cieche rette da semi-colonne con capitelli corinzi animati da figure che poggiano su un basamento, come i podio e i colonnati degli edifici della Roma antica. In facciata le arcate cieche sono decorate da ghiere bicolori e da rombi gradonati, che rimandano a romanico pisano.

La decorazione scultorea è enfatizzata nell'elemento centrale del primo livello della facciata: il portone principale, posto dentro all'arcata più grande, con gli stipiti decorati con motivi corinzi che sorreggono un'architrave figurato, uno dei maggiori esempi della scultura della prima metà del XII secolo. Sopra di esso c'è una cornice con decorazioni a oculi e palmette di una fortissima classicità.

Al centro di una ghiera retta da due protome leonine si trova il rosone, formato da otto arcate rette da colonne. Questo elemento architettonico, che deriva dagli “occhi” delle basiliche romane del V secolo, nel XII secolo comincia a comparire al di fuori di Roma e diventa l'elemento centrale della facciate romaniche caricandosi di un importante significato simbolico: è una ruota a raggi che rappresenta il domino di Cristo sulla terra. La ruota che gira è nel medioevo associata alla Fortuna, Intelligenza angelica che opera tra gli uomini nell'ambito del progetto divino, che, infatti, nella Divina Commedia di Dante è rappresentato proprio come una ruota.

La ruota viene associata al cerchio, ovvero la linea infinita, simbolo dell'eternità e di Dio. Con il rosone la caducità del tempo degli uomini è superata dell'eternità di Dio, e dalla promessa di vita eterna: al centro di molti rosoni c'è infatti la figura di Cristo, cardine dell'universo, per mezzo de quale sono state create tutte le cose, Lui che porta a compimento il piano di salvezza rinnovando il creato con la sconfitta della morte e la promessa di vita eterna.
Mentre in molte chiese il rosone si trova in alto, qui è inserito all'interno dell'arcata del portale centrale, quindi associato a questo che è indiscutibilmente un importantissimo simbolo Cristologico visto che nel Vangelo di Giovanni Gesù stesso dice: “Io sono la porta, se uno entra attraverso di me sarà salvo”.
Sembra quasi che la decorazione scultorea della parte bassa della facciata inviti a varcare la soglia per entrare nel centro dell'universo e incontrare Cristo promessa di salvezza.


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